Nel periodo natalizio ricorre di frequente l’usanza di regalare fiori o piante ornamentali; tuttavia bisogna fare attenzione ai nostri animali domestici, poiché l’ingestione di alcune di esse può portare a una sintomatologia da avvelenamento. I cani e i gatti fortunatamente non sono erbivori ed è quindi rara una massiccia assunzione di materiale di origine vegetale, con esito fatale. In determinate condizioni però, come nei soggetti molto giovani o animali che vivono in condizioni di stress (noia, cambiamento ambientale, nascita di un bambino), si può avere un’ingestione consistente che può portare a sintomi acuti.

Guardiamo nel dettaglio quali di queste piante possono rappresentare un pericolo:

STELLA DI NATALE (Euphorbia pulcherrima)

Queste piante producono una linfa lattiginosa irritante per la cute e/o la congiuntiva nonché, se ingerita, per il tratto gastroenterico. I segni clinici associati sono principalmente congiuntivite, cheratite, dermatite, stomatite e gastroenterite, con nausea e vomito.

VISCHIO DI NATALE (Phoradendron flavescens)

Il vischio di Natale è un comune parassita di molte specie di alberi, in particolare quercia e noce. L’ingestione di una elevata quantità di bacche può causare nausea, vomito e gastroenterite. Inoltre le amine simpatiche contenute nelle bacche esercitano una stimolazione diretta della muscolatura liscia con aumento della pressione sanguigna, del polso e della respirazione, con tuttavia effetti privi di conseguenze.

ABETE (Picea abies)

L’olio dell’abete può causare irritazione alle mucose orali e allo stomaco, con gastrite e conseguente vomito. Bisogna anche fare attenzione agli aghi dell’abete, in quanto non sono facilmente digeribili e possono portare a irritazione gastrointestinale con vomito, eventuale ostruzione e perforazione intestinale.

AGRIFOGLIO (Ilex aquifolium)

La tossina dell’agrifoglio non è stata ancora identificata ma potrebbe essere la ilicina, una saponina che causa effetti sul gastroenterico (vomito, nausea, diarrea).

GIGLIO E BULBI (tulipani, narcisi, iris…)

Pur non trattandosi propriamente di piante natalizie, i bulbi possono essere presenti nelle case nel periodo delle feste e risultano di interesse in quanto possono dare un’intossicazione con sintomi gastroenterici, tremori e a seguito di un’importante ingestione, anche convulsioni. Il principio attivo di queste piante è l’alcaloide attivo.

Un’attenzione particolare merita il giglio in quanto può dare gravi effetti sistemici, da 2 ore a 5 giorni dopo l’ingestione anche di soli due petali. I sintomi precoci includono vomito, ottundimento del sensorio e anoressia, seguiti da insufficienza renale acuta. Sono inoltre tossici per i reni e il pancreas.

(Dott.ssa Viola Tiso DVM)

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